Questo potrebbe infastidire qualche maschietto italico

25.07.2012 14:18

Per essere biologicamente femmine in Italia bisogna avere le palle...che strano vero? Ma tranquilli, l'Italia non è mai stata un paese per donne, la novità è che adesso inizia a non essere nemmeno un paese per uomini. Per par condicio, preparate i culi. I vecchi e i bambini agli occhi della società italiana non esistono da decenni ormai, come i cinesi morti...nessuno sa dove sono, cosa ne fanno nè come ci sono arrivati, all'essere morti.

Una donna deve avere le palle, nel senso che meno mostra di essere donna più è garantita. Io sono nata a cavallo tra i pantaloni a zampa e le spalline, nella confusione culturale più totale, da una parte donne che sbandieravano la figa in ogni dove e dall'altra donne che trinciavano cazzi negli uffici dentro a delle improbabili giacche da mazinga e le scarpette a punta, le tatcheriane che hanno deciso che non solo si doveva tritare il maschio, ma anche un po' le donne, tanto per gradire. Se penso a cosa sono state le donne in Italia negli ultimi 30 anni non vedo eventi che hanno portato a grandi cambiamenti. La donna sta a casa, segue i figli, lavora, ma viene pagata circa il 30% in meno a parità di lavoro e responsabilità di un collega uomo. Trenta anni fa era uguale. Fra trenta anni sarà uguale.

Volevo fare questa piccola parentesi di genere perchè ultimamente vedo che le pubblicità sottolineano parecchio il fatto che noi donne perdiamo liquidi, sarà anche una trovata di marketing perchè a far la spesa ci andiamo noi, ma vorrei capire perchè tra una pubblicità di automobili e una di acque minerali dobbiamo assistere a scene di donne che si pisciano in ascensore, che temono di emanare cattivi odori intimi, che hanno funghi e batteri nella vagina, che non alzano le braccia perchè hanno sudato, che si fanno il bidè con la menta glaciale perchè altrimenti la loro beneamata si secca e cade. Per potersi permettere di tirare fuori pubblicità così offensive dovremmo partire dal presupposto che: gli uomini si sgrollano daddio...allora spiegatemi perchè quando vanno a pisciare e poi si lavano le mani (per le donne più fortunate) si fanno degli schizzetti d'acqua ad hoc sui pantaloni; gli odori intimi maschili sono solo degli scherzi di carnevale fuori stagione; i funghi non ce li hanno...perchè non sanno come si riconoscono (la differenza tra una grattatina e un'aggiustatina è impercettibile), se sudano sono molto più maschi di quando non sudano; cos'è il bidè?

Se queste scene fossero anche solo lontanamente verosimili, voi qui dentro non ce lo vorreste mettere mai...e invece...guarda un po'...

Volete sapere cosa ho visto in giro negli ultimi anni? Cioè volete sapere cosa ho da opporre alle pubblicità di donne con l'assorbente profumato perchè temono la prova ascensore? Eh già perchè qua sono tutti bravi a far arrivare in ritardo una ragazza al cinema perchè il bruciore intimo l'ha trascinata prima in farmacia, ma nessuno racconta cosa succede ad una donna appena esce di casa e disgraziatamente, nonostante perda liquidi da ogni dove (stando al marketing), si convinca che vuole lavorare.

Il colloquio di lavoro si fa al bar perchè è vicino a casa di entrambi e inizia con 45 minuti di ritardo. Si svolge davanti ad una coca e va bene, al punto che 3 giorni dopo inizio. Entro per il mio primo giorno e c'è gente che mi guarda strano, ma la cosa non mi sconvolge, mi chiedo se magari ho qualcosa di attaccato dietro tipo 'stronzo chi passa'...mi dico che in fondo sarebbe non lontano dalla verità per cui fanculo, avrò tempo per scoprire cosa succede. I miei orari sono i più massacranti di tutti gli impiegati, prima e ultima ora sempre, neanche il consueto giorno libero, però io lavoro con piacere per cui non me lo faccio pesare, giustifico la cosa con il fatto di essere l'ultima arrivata. L'ambiente inizialmente sembra buono, ma a parte una ragazza, le altre colleghe mi scagano abbastanza, motivi di difficile compatibilità, io non sono una trasparente, parlo, rompo, rido forte, mi piacciono le persone in grado di sostenere delle conversazioni...altrimenti mi annoio. Mi annoiavo. I colleghi maschi invece erano più affabili, uno non era proprio maschio e non lo è diventato neanche dopo il matrimonio, come approccio lo metto tra le colleghe, niente saluti al mattino, niente aiuti, niente chiacchiere all'ora di pranzo. Ma io ero abbastanza presa dal lavoro e non mi pesava. Il capo ogni tanto compariva di sopra, ufficialmente a prendere un caffè e a fare due chiacchiere e questo, notavo, peggiorava di molto i rapporti con le colleghe. Mah! Poi per motivi di orario mi viene fatta la proposta di fare i viaggi insieme perchè anche il capo doveva essere al lavoro dalla prima all'ultima ora...va bene, ok...però c'è anche la mia unica amica e collega che abita di fianco a casa mia, mica io vengo su e lascio lei a prendere l'autobus! Ah già. Certo io sono stupida, durante i viaggi si chiacchiera di moto, di sci, di viaggi, di musica...queste robe una donna furba non le deve fare, neanche se l'ambiente di lavoro è presentato come informale...ti piace la moto? Mmm, ma ti piace anche andare in montagna? Allora me la devi troppo dare! Ecco qui. Da là al trovarmelo dietro che mi solleva la gonna con la punta della matita nella stanza dell'archivio è un passo. E anche vederlo sghignazzare come un minchione di terza media in risposta alla mia faccia a punto interrogativo. Bene da qui in poi è stato un delirio durato 8 mesi...per fortuna i miei genitori mi hanno passato la loro macchina...doversi guardare le spalle ogni volta che andavo a portare i documenti in archivio, cercare di non rispondere alle sue occhiatone languide davanti alle segretarie, non ricambiare sorrisi, andare giù di corsa a casa prima di rimanere l'ultima scema nello stabile. Tutto inutile, le colleghe avevano già visto il film, le segretarie avevano anche girato il seguito. Passa qualche tempo e faccio amicizia con un collega che mi rivela i retroscena del mio arrivo...assemblea generale e annuncio: 'Tranquilli, ne ho presa una figa, un culo stupendo!'. Ahhhhh, adesso so perchè nessuno mi ha guardato in faccia il mio primo giorno. Ancora meglio se poi al colloquio con i genitori arrivano gli amici del capo, genitori di allievi, mandati dal capo, per verificare la veridicità della mia presunta figaggine. Bravo, molto bravo. Con la mia laurea adesso mi ci pulisco il culo. E' così che si accresce la stima per una figura professionale, dandosi di gomito con gli amiconi e i colleghi alla Bierfest. Ma tutte a me?

Si organizza una cena poco prima della fine dell'anno, le colleghe si calmano un po' anche se la nuova gallina del pollaio non è proprio la benvenuta. Si mangia, si beve e ci si saluta, a mezzanotte tutti a casa. O meglio tutti salgono in macchina per andare a casa, mentre il guappo, forte del suo fascino da capo del mondo decide di fare inversione verso casa mia, dove però io, la mia collega e mio marito ci intratteniamo a chiacchiere ancora un po', mentre i bambini dormono. Arriva la telefonata del secolo: 'Ciao ma anche tu se proprio furba, neanche mi inviti a salire!'. EH? Si vabbè buona notte. Spiego a mio marito cosa succede, ci apriamo una birra e scoppiano le risate generali. Il minchiolo dal fascino irresistibile risale sul suo scooter e torna a casa. Cioè ragazzi io scendo da un 1000cc e salgo su uno scooter? Non parlo del mezzo ovviamente...parlo del pezzo di carne. Una cosa non avevo calcolato, che le mie carissime colleghe avevano assistito all'inversione di minchiolo per cui per me ovviamente era finita, di nuovo. Dopo 30 secondi buoni di disagio e 15 secondi di riflessione decido che me ne fotto, come al solito. Qualsiasi versione, giustificazione, tentativo vale zero di fronte a gente che ha già deciso cosa sei e cosa vuoi. Fine. Ok, allora ho deciso di tirare fino a fine anno, di fare il meglio che posso, il lavoro era l'unica cosa che in quel momento mi dava un ruolo diverso da quello di madre di, moglie di e lo volevo finire. Anche dopo quella sorta di agguato in giardino, che adesso mi fa sorridere, ma allora mi ha fatto fare le scale a mille all'ora per chiudere la porta di casa dietro alle mie spalle. 'Vai via di qui!', 'Ma no dai allora andiamo da me!'...o ma allora sei scemo...anche lì, scatenargli dietro mio marito finiva malissimo, tanto più che se finisce a ceffoni tra il meccanico e il verduriere (con rispetto parlando, s'intende) nessuno trova qualcosa da ridire, se finisce a schiaffoni in casi come questi ci sono scossoni professionali per chi ha meno conoscenze nella manica, cioè noi...e denunciare equivale a perdere il lavoro...

E il giorno dopo me lo ricordo ancora, c'era una riunione e la mia amica mi avvertiva di quando potevo alzare la testa dai registri perchè se disgraziatamente incrociavo lo sguardo del capo gli veniva la faccia da Clark Gable in Via col Vento...e le cose potevano solo peggiorare. Le colleghe hanno raggiunto i minimi storici proprio in quei giorni, io mi portavo da mangiare da casa per non condividere situazioni potenzialmente aggravanti, gli amici cercavano di convincermi a non lasciare le colleghe sole e libere di sparlare... ma sapete una cosa? Ma vaffanculo. Quando ti chiudono in un ruolo così non se ne esce, si stringono i denti fino all'ultimo giorno. Però a questo punto aggiungo che non ero l'unica a subire il trattamento speciale, con me un'altra ragazza bella da crepare d'invidia e (addirittura) intelligente, una che parla 5 lingue tra cui il russo e da cui avrei dovuto imparare...lei invece di fare finta di nulla, le guardava tutte come se fossero merda e neanche di quella più soda. Io non ero brava quanto lei, lei sì che se la tirava davvero bene...talmente bene che solo alla fine ho capito che era il suo modo di tenersi fuori da tutto. C'era arrivata prima e si era salvata. Quindi in teoria la tecnica giusta sarebbe stata essere talmente stronza e snob da lasciar credere alle colleghe 'ma vedi questa quanto si crede...figurati se gliela dà ad uno così sbavone'. Sì perchè di uscire dagli schemi 'dargliela o meno al capo' neanche si poteva discuterne.

L'ultimo giorno decido di mettere i puntini sulle i, ovviamente davanti a due testimoni perchè senza non si poteva girare, e a questo punto ho davvero scoperto come gira il mondo e sono rimasta disarmata. 'Senti X tu per un anno ti sei divertito, io invece su mi sono rovinata i nervi e ringrazio di non essermi rovinata pure la famiglia...tu hai idea di come sia stato un anno di lavoro con voi?', il minchiolo mi interrompe e dice ' Ehm sì a questo proposito devo dirti che ho proprio sbagliato a darti tanta confidenza e che dall'anno prossimo le cose cambieranno io sarò il capo e voi i sottoposti'. Ecco fate voi. Traetene le conseguenze, cosa si capisce da una frase così? A parte che è una povera testa di minchia, ovvio...io da questa frase ho capito tante cose della società e del nostro paese. Ho capito che in quanto donna sei prima di tutto una preda e poi una lavoratrice, che sempre e comunque lo sguardo su di te è sessualizzato, non è su ciò che fai ma su come sei mentre fai qualcosa, che alla fine, e questo è un meccanismo psicologico ricorrente nel molestatore e nella molestata, tu donna provochi ed è l'uomo che se sbaglia, ma sbaglia perchè cede a te che provochi, non è lui il vero responsabile. Qui da noi l'emancipazione non c'è mai stata, anche le vecchie comuniste dei collettivi e delle sedi degli anni d'oro della parità si riducevano a corollario, appendice, cuoca durante le riunioni di partito. Erano la donna del leader, non hanno mai provato a tirargli un bel calcio in culo e a parlare per davvero di libertà, di parità, di rispetto. Un emancipazione mai avvenuta, un'occasione persa e niente si vedrà all'orizzonte finchè un manipolo di zoccole non ha nulla di meglio da fare che scannarsi per il primo pisello moscio che passa. Certe libertà uno se le prende perchè è abituato così...chissà se è così anche dall'altra parte del mondo?